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DIRITTO DI FAMIGLIA

Assistenza legale per riconoscimento della paternità


Il nostro studio offre consulenza ed assistenza legale per promuovere azioni legali per il riconoscimento giudiziale di paternità o maternità avanti ai competenti organi giudiziari (Tribunale Ordinario, Tribunale dei Minori).


Riconoscimento della paternità:

  • Il riconoscimento è un atto con il quale i figli naturali (ora figli nati fuori del matrimonio) possono essere riconosciuti dalla madre o dal padre o da entrambi, separatamente o congiuntamente, anche se già uniti in matrimonio con un'altra persona.
  • Il riconoscimento è stato riformato con l'introduzione della legge n. 219 del 10.12.2012 che ha sostanzialmente equiparato lo stato giuridico di tutti i figli.
  • A seguito del d.lgs. 154/2013, attuativo della legge 219, tale equiparazione è diventata pressoché totale: non vi saranno più figli naturali e figli legittimi ma figli nati in costanza di matrimonio e fuori dal matrimonio.
  • l riconoscimento di paternità/maternità naturale (art. 269 c.c. e ss.) consente al figlio non riconosciuto, da uno o entrambi i genitori, di vedersi attribuire con sentenza, previo accertamento da parte del Giudice adito, lo status di figlio naturale riconosciuto.
  • Tale stato comporta per il figlio il godimento dei diritti propri di un “figlio legittimo”, come quelli ereditari e di mantenimento, con tutte le conseguenze del caso per il genitore che assumerà, nei suoi confronti, i diritti e doveri derivanti ai genitori per effetto dell’accertamento della filiazione.
  • A poter richiedere il riconoscimento di paternità può essere:
- figlio maggiorenne;
- figlio minorenne, ma in questo caso l'azione giudiziale deve essere esperita nel suo interesse dal genitore che ne ha la responsabilità o dal tutore. Nel caso in cui il minore non sia stato riconosciuto da entrambi i genitori, l'azione può essere promossa dal tutore, su autorizzazione del Tribunale;
- discendenti del figlio naturale non riconosciuto de
  • Il genitore che ha per primo riconosciuto il figlio, anticipando le spese per il suo mantenimento, ha diritto di regresso per una quota pari al 50% delle somme anticipate (Cass. Civ., sez. I, ord. n. 21364/2018), limitatamente dunque alla porzione di pertinenza dell'altro genitore inadempiente.
  • Nel dettaglio, il genitore che per primo ha riconosciuto il figlio è legittimato a richiedere, con domanda giudiziale, e contestualmente all’atto introduttivo del giudizio di accertamento giudiziale della paternità/maternità, il rimceduto, purché entro due anni dalla data della morte del presunto padre (riconoscimento paternità post mortem).
  • L'azione, promossa nei confronti del presunto genitore o, in mancanza, dai suoi eredi, è imprescrittibile e contenziosa, pertanto richiede l'assistenza di un avvocato ed il giudizio va introdotto con atto di citazione.
  • La condizione per il rimborso è che sia stato accertato lo status di figlio naturale, ovvero chesia stata emessa sentenza con efficacia di giudicato.
  • L’ammontare del rimborso dovrà tenere conto mediamente delle spese sostenute dal genitore che ha effettuato il riconoscimento, in ragione del tenore di vita assicurato al figlio.
  • Inoltre, l’accertamento giudiziale della paternità da diritto al mantenimento del figlio riconosciuto.
  • In merito, la Suprema Corte è intervenuta recentemente statuendo che la prescrizione del diritto al mantenimento del figlio, opera a partire dal riconoscimento da parte del genitore obbligato, ovvero dalla dichiarazione giudiziale di paternità/maternità (Cass. Civ., sent. n. 9059/2017).
  • Il figlio naturale ha anche diritto al risarcimento da mancato riconoscimento, la cui richiesta va formulata nello stesso atto e giudizio di accertamento giudiziale della paternità.
  • Invero, il figlio che non è stato mai riconosciuto dal padre può chiedere allo stesso il risarcimento del danno morale, rappresentato dalla mancanza del genitore e dalle sofferenze di natura morale subite a seguito dell'assenza della figura paterna.
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