Ricorso multe su Strisce blu - STUDIO LEGALE SCIALANCA

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Ricorso multe su Strisce blu

ATTIVITA' > RICORSO MULTE

" STRISCE BLU "
Giudice di Pace
di Albano Laziale


[ Sentenza n. 5874 del  15 luglio 2011 ]


Ricorso proposto
dall'Avv. Pina Scialanca
( n.d.r. )


Con la sentenza n.587/10 il Giudice di Pace di Albano ha  accolto  il ricorso proposto dalla sottoscritta
 in autodifesa a seguito della sanzione amministrativa alla stessa irrogata dal Comune di Albano perché in sosta sugli spazi delimitati dalle strisce blu,  oltre il tempo per il quale veniva effettuato il  pagamento.
La sentenza di cui sopra, che costituisce un coraggioso  precedente giurisprudenziale,  rende finalmente giustizia a tutti coloro che giornalmente sono costretti a subire impotenti  gli atteggiamenti  che la p.a. adotta in aperta violazione con le regole di imparzialità, di equità, di corretta e buona amministrazione .  Chiunque abbia modo di frequentare, o peggio ancora di vivere e/o di lavorare nel Comune di Albano, conosce infatti  la drammatica situazione di viabilità che da anni affligge  questa cittadina e che è andata via via peggiorando con l’istituzione dei parcheggi a pagamento la cui tassazione, tra l’altro,  è la più alta di tutti i Castelli Romani: €1,03 l'ora. E’ infatti notorio come l’amministrazione comunale destini sempre più aree alla sosta a pagamento,  privando il cittadino della possibilità di usufruire di spazi liberi i quali, se esistenti,  risultano sempre più insufficienti e inutilizzabili. A ciò deve aggiungersi  che, a differenza di altre città come Roma, il Comune di Albano non rilascia biglietti cumulativi e/o tessere con cui si riconosca  ai residenti, e/o a chi esplichi un’attività lavorativa nel centro del paese, un esonero dal pagamento o una riduzione del prezzo e che, anzi,  la corresponsione del Ticket viene resa particolarmente gravosa laddove il cittadino viene obbligato a versare la differenza  della sosta presso gli Uffici della Polizia Municipale durante gli orari da questa stabiliti. La conseguenza di tale sistema è che alle spese del parcheggio si aggiungono  anche  quelle della multa nel caso in cui non si  riesca a recarsi presso il Corpo di Polizia Municipale nelle 24 ore successive!! Tale sistema risulta particolarmente odioso, fonte di  stress,  di perdita di tempo, causa di una diminuzione dell'attività lavorativa e conseguente  perdita di guadagno  che il Comune di Albano dovrebbe, anziché imporre sanzioni, risarcire.  Invero La delibera - ordinanza istitutiva dei parcheggi a pagamento dovrebbe  essere disapplicata per avere la P.A. ignorato e violato  il disposto dell
'art.9 della Legge 317/67, che prevede e dispone obbligatoriamente anche spazi gratuiti per la sosta in prossimità delle aree a pagamento, ed i principi Costituzionali, non essendo stati previsti parcheggi liberi nelle immediate vicinanze delle strisce blu a pagamento.   L'art.7 co. 8 del C.d.S. stabilisce infatti che:
”….
qualora il Comune assuma l'esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l'istallazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta di cui al co. 1 lettera f), su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo della durata della sosta”.
Tale obbligo non sussiste nei casi di:
area pedonale;zona a traffico limitato;zone definite “A” dall'art. 2 del DM 1444/68 e in altre zone di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dalla giunta nelle quali sussistano esigenze e condizioni particolari di traffico.

Il Comune di Albano afferma di avere adottato una delibera istitutiva della zona A e che quindi, per ciò stesso, la p.a. non è obbligata ad istituire aree di parcheggio gratuito in prossimità di quelle create con le strisce blu.

Invero  autorevole giurisprudenza – Cassazione SS.UU. N 116/2007 - ha inaugurato un orientamento che stigmatizza come illegittima la violazione da parte dei Comuni, dell'obbligo di istituire zone di parcheggio gratuito e libero in prossimità di aree in cui è vietata la sosta o previsto il parcheggio solo a pagamento.

A ciò deve aggiungersi che le delibere che istituiscono le zone che ricadono nel centro storico definito zona “A” ai sensi dell'art. 2 del  DM n. 1444/1968 , debbono chiarire :
a) la specifica ragione per la quale la zona è stata definita di particolare rilevanza urbanistica;
b) Il provvedimento deve essere corredato da apposito studio eseguito da ente affidabile, soggetto terzo ed imparziale;
c) il provvedimento deve essere adottato a seguito di un'idonea istruttoria tesa a dimostrare con dati obbiettivi, come ed in base a quale criterio il numero dei parcheggi sia stato commisurato al fabbisogno effettivo;
d) lo studio attraverso il quale viene adottata la delibera deve indicare in che modo le esigenze dei residenti siano state considerate.

Pertanto In difetto di tutti gli elementi di cui sopra il provvedimento adottato ai sensi dell'art. 2 del DM (ZONE DEFINITE A) deve ritenersi viziato da eccesso di potere e carenza di motivazione.
In questo senso si espresso  il TAR del Lazio Sez. 2 con sentenza del 28 maggio 2008 n. 5218.

In sede di opposizione all’ordinanza di cui sopra si è chiesto pertanto al Giudice, di verificare la legittimità della delibera con la quale alcune zone del Comune di Albano sono state definite con la lettera “A” rientrando tale indagine nella competenza del Giudice ordinario, così come enunciato dalla  Corte di Cassazione a S.S. UU con sentenza N 116/2007  la quale ha stabilito che:

“ Gli assunti del comune secondo cui strade e piazze rientrano nella zona “A” deve essere documentato ed eventuali vizi di legittimità dei provvedimenti amministrativi istitutivi delle zone di parcheggio rientrano anche del controllo del giudice ordinario”.
La P.A. nel corso del Giudizio al fine di dimostrare  la legittimità dell’istituzione dei parcheggi a pagamento, si limitava a depositare  una copia della copertina del piano regolatore  del Comune di Albano Laziale privo del numero di delibera, una copia della prima pagina indicante la normativa alla quale lo stesso sarebbe stato adeguato e la copia di alcune piantine della città non probanti in quanto non costituenti parte integrante del piano regolatore.
Il Giudice pertanto, nella decisione cui in epigrafe,  preso  atto  della mancata prova della validità   della delibera istitutiva della zona A  e  dell’omissione dell’indicazione degli estremi di detta delibera sulla segnaletica stradale, accoglieva il ricorso.




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