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Ricorso fermo amministrativo

ATTIVITA' > DIRITTO TRIBUTARIO > FERMO AMMINISTRATIVO
Ricorso Fermo Amministrativo

Il fermo amministrativo è un atto con cui le amministrazioni o gli enti competenti, tramite i concessionari della riscossione, "bloccano" un bene mobile del debitore  iscritto in pubblici registri -  quali ad esempio gli autoveicoli - al fine di riscuotere i crediti non pagati che possono riferirsi a tributi, tasse oppure a multe relative ad infrazioni al Codice della Strada.

A seguito dell'iscrizione del fermo la disponibilità del veicolo è limitata fino a quando il debitore non saldi il proprio debito e provveda a cancellarne l'iscrizione dal PRA. Per i veicolo sottoposti a tale sanzione infatti vige il divieto di circolazione e di radiazione dal PRA con demolizione o esportazione. La circolazione con un veicolo sottoposto a fermo amministrativo comporta inoltre una multa compresa tra 714 euro e 2.859 euro, oltre alla confisca del mezzo.

L’iscrizione di un fermo amministrativo deve essere preceduto da un preavviso volto ad informare il debitore della procedura esecutiva in corso e, seconda delle somme vantate nella cartella esattoriale, al preavviso di fermo amministrativo può affiancarsi il sollecito di pagamento.

Per debiti inferiori a 2000 euro devono esserci due "promemoria" inviati al debitore a distanza di due mesi, prima di iscrivere il fermo amministrativo al PRA in assenza dei quali il fermo dovrà considerarsi illegittimo.

Sia il preavviso che la comunicazione di iscrizione del fermo amministrativo sono atti autonomamente impugnabili con ricorso innanzi al Giudice ordinario ovvero innanzi alla Commissione Tributaria qualora il credito vantato riguardi tasse o tributi.

Per qualsiasi informazione o chiarimento
non esitate a contattarci.


Il fermo amministrativo (atto definito dall'articolo 86 del D.P.R. n. 602 del 1973) è una sanzione accessoria prevista dal codice della strada (articoli 213, 214 Nuovo Codice della strada) per determinate violazioni in aggiunta alla pena pecuniaria, e ha effetti sullo status giuridico del bene che risulta non più autorizzato alla circolazione.
In caso si venisse sorpresi a condurre un veicolo posto sotto fermo amministrativo si incorrerebbe in una ammenda fino a 2.628,15 euro e alla confisca immediata del mezzo.
Inoltre con il DPR 602 del 1973 è stato introdotto come forma di riscossione coattiva, qualora non fosse possibile il pignoramento da parte dell'ente creditore. Successivamente con l'articolo 3 della legge n.248 del dicembre 2005 è stato reso l'atto preliminare per l'espropriazione forzata da parte del concessionario della riscossione dei tributi, le cosiddette ganasce fiscali.
Il provvedimento è stato reso esecutivo dalla legge finanziaria per il 2006.
In base a questa norma, Equitalia, il concessionario della riscossione (per conto dell'agenzia delle entrate, dell'Inps, dell'Inail, del Comune, della Camera di commercio, etc.) in caso di mancato pagamento della cartella esattoriale, entro 60 giorni dalla notifica, procede ad inviare un preavviso di 20 giorni al contribuente moroso, con il quale lo si avverte che in caso di mancato pagamento l'autovettura (o qualsiasi altro bene registrato) indicata nel provvedimento di fermo non potrà più circolare, pena sanzioni e mancata validità dell'assicurazione RCA.
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